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MAURO MAZZA (DIRETTORE RAI1): SANREMO E’ UNA FESTA, STA ANDANDO BENE MA PARE CHE AI GIORNALI DISPIACCIA. LA MIA CANZONE PREFERITA? POVIA

19 febbraio 2010

Riporto una interessante intervista fatta al direttore di Raiuno Mauro Mazza dall’inviato de La Stampa al Festival Alberto Mattioli: si parla molto di Sanremo, di cachet, di canzoni e di polemiche, della Clerici ma anche della Rai e dei nuovi progetti dell’ammiraglia.

Non alloggia come il suo predecessore Fabrizio Del Noce all’hotel Royal bensì al meno sontuoso Nazionale: o gli ricorda l’Alleanza o vuol dare un esempio di sobrietà in questi tempi cupi per la Rai. Lui è il giornalista Mauro Mazza, direttore dell’ammiraglia Raiuno e protagonista ieri dell’unico «caso» di questo Festival pacioccone, avendo accusato i giornalisti di essere «tristi» e, poiché vittime di un malanimo «gratuito e pregiudiziale», di non lavorare «con allegria».

Detta così, fa un po’ campo di rieducazione maoista.
«Insomma, il Festival sta andando bene. Però sembra che ai giornali dispiaccia. Leggo articoli traboccanti di critiche e mi metto nei panni del lettore: non mi spiegano perché mi piace».

La cronaca è una cosa e la critica un’altra.
«Ma il Festival è una festa. Mi sembra che troppi di voi la prendano, e si prendano, troppo sul serio. La serietà è giusta, la seriosità no».

Il pubblico non ha sempre ragione. Al debutto, fischiò La traviata e i Sei personaggi in cerca d’autore.
«Un giornale ha scritto: Sanremo dilaga anche se delude. Ma delude chi? Il pubblico no di certo».

Insomma, è arrabbiato.
«Mi ha irritato essere definito da un giornale “un bravo giovane”».

Quel giornale è il nostro, la definizione è della sua amica donna Assunta Almirante e non è offensiva.
«Però io ho 35 anni di professione alle spalle e la definizione di “bravo giovane” la trovo sgarbata».

È un signore permaloso.
«Permalosissimo, lo ammetto».

Parliamo di Sanremo, se permette. Quanto costa alla Rai?
«Come l’anno scorso. Vietato sforare».

L’anno scorso, quanto?
«Un po’ meno di 20 milioni di euro».

È vero che a Cassano avete dato 140 mila euro?
«Più o meno, sì».

La canzone che le piace di più?
«Quella di Povia. È poetica. Vorrei che fosse ascoltata, non strumentalizzata».

E poi?
«Arisa, fresca e divertente».

E con un certo sentore Anni Quaranta…
«Beh, sì. Il Trio Marinetti potrebbe chiamarsi così anche come omaggio al futurismo».

A proposito: Farefuturo, il pensatoio finiano, giubila per l’eliminazione dell’imbarazzante, cito, «destra nazional-monarco-trombonesca» di Pupo e del giovin Savoia.
«Ma la storia d’Italia non si fa a Sanremo. Ripeto: non prendiamolo troppo sul serio. Sono solo canzonette».

Ieri, sempre sul nostro triste foglio, due dei suoi autori deploravano la decisione di non far esibire Morgan.
«Per me il rispetto del codice etico della Rai è più importante di tre punti di share».

Conferma di voler rifare Canzonissima?
«Sì. Con Gianni Morandi».

È un sogno o un progetto?
«Un progetto cui stiamo lavorando».

Perché tutti piangono e rimpiangono la vecchia Rai bernabeiana-diccì?
«Intanto Antonello Falqui sarebbe diventato Falqui anche senza la Dc. E poi credo che oggi nel Paese ci sia voglia di serenità e tranquillità, di un intrattenimento garbato, rassicurante».

Come la Clerici a Sanremo.
«Esatto».

Quanti dipendenti ha la Rai?
«Non lo so».

Comunque molti: i programmi non potrebbe farseli in casa, invece di appaltarli ai Presta & Co?
«Costerebbero di più. E poi non li appaltiamo: li facciamo insieme. E con molta passione».

Quale trasmissione vorrebbe prendere a Mediaset?
«Io canto. Ma lo riprenderei: era nostra, ce l’hanno clonata».

Chi è il miglior uomo di televisione italiano?
«Enrico Mentana».

Perché?
«Perché ha creato dal nulla un tiggì in grado di fare concorrenza al Tg1».

Il Tg1 è ancora il più autorevole?
«Sicuramente è il più visto».

Un’anticipazione, per favore.
«Quest’autunno Massimo Ranieri reciterà in prima serata quattro commedie di Eduardo. Produzione Raiuno con grandi ospiti. Si inizia con Filumena Marturano».

Teatro in prima serata: e l’audience?
«E chi se ne frega».

4 commenti leave one →
  1. Betta permalink
    19 febbraio 2010 11:03

    Non è vero che se ne frega, anzi, sa benissimo che le commedie di un grande come Eduardo – e con un ottimo attore come Ranieri – faranno un sacco di share!
    Quando la TV è di qualità la gente apprezza (vedi Dante spiegato da Benigni o Marco Paolini su La7) eccome se apprezza…
    l’unico problema saranno, se mai, le interruzioni pubblicitarie
    (speriamo poche e nei punti giusti!)

  2. lilla permalink
    19 febbraio 2010 12:42

    Grazie Bubino di aver riportato questa interessante intervista di Mazza, il …Chi se ne frega… credo sia un come dire…. Io ci credo, posso e allora lo faccio, più che uno snobbare gli share, un voler penso far conoscere il suo potere decisionale ma soprattutto la sua possibilità di fare delle scelte in cui crede fermamente senza solo pensare agli ascolti. Visto così mi sembra un bel punto di vista speriamo continui.

  3. pietro permalink
    19 febbraio 2010 15:48

    Non avevo dubbi che a Mazza piaceva Povia.
    Il tiramigiù della tv spazzatura.
    pietro

  4. alessandra permalink
    13 marzo 2010 12:23

    adesso da mazza ciaspettiamo l’annuncio ufficiale della rimozione di manico di scopa isoardi e il ritorno della mitica ANTO AI SUOI FORNELLI

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