LA FEBBRE DEL SABATO SERA 5: AUTUNNO 1987 – ADRIANO CELENTANO VINCE A TAVOLINO.
La stagione 1987/1988, è sicuramente caratterizzata dal passaggio alle reti Fininvest di Pippo Baudo e Raffaella Carrà, due volti storici della tv di stato, che in polemica con i vertici Rai, decidono di tentare l’avventura della tv commerciale. Se la Carrà rinvia il suo debutto su Canale 5 al gennaio del 1988, Baudo, si mette subito a lavoro per riuscire con i suoi storici collaboratori a realizzare un grande show in autunno. Per volontà dello stesso conduttore e dell’editore Silvio Berlusconi, si pensa però di evitare la collocazione del sabato sera in diretta concorrenza con “Fantastico”, e si decide di optare per la più tranquilla serata del venerdì. La trasmissione intitolata “Festival”, festeggia in ogni puntata un genere di spettacolo, come ad esempio la musica, il cinema, il teatro etc. Si tratta di uno show costosissimo, in cui Baudo, non bada certo alle spese. Per tale ragione Canale 5, decide di non produrre alcuna trasmissione al sabato sera, ma di proporre un ciclo di film, lasciando quindi campo libero a “Fantastico 8”, affidato ad Adriano Celentano.
FANTASTICO 8
La trasmissione va in onda in diretta dal “Teatro delle Vittorie” in Roma, con la regia di Luigi Bonori. Il padrone di casa è Adriano Celentano, affiancato da Marisa Laurito, Massimo Boldi, Maurizio Micheli ed Heather Parisi, alla sua quinta edizione di “Fantastico”. Anche quest’anno è presente un anteprima alle ore 20,30, cosi come è riconfermato l’appuntamento in prima serata al martedì con lo spazio legato ai giochi della lotteria. Se infatti, sino al 1985, l’appendice “Fantastico bis”, andava in onda all’interno di “Domenica in”, dal 1986, per decisione di Baudo, si decide di realizzare una versione in prima serata. La trasmissione del 86, condotta da Baudo e intitolata “Ottantasei”, cede il posto allo stesso Celentano, che insieme ad Heather Parisi conduce “Fantasticotto”. La Parisi, si ritrova quindi a ballare ben 4 sigle.“Dolceamaro” e “All’ultimo respiro” al martedì e “L’ultimo gigante” e “È ancora sabato”, queste ultime due, cantate da Celentano al sabato. Un’edizione, quella del 1987, che rimane nella storia della televisione in quanto “rivoluzionaria”. Celentano si allontana dai canoni classici della conduzione in stile Baudo e si abbandona a monologhi e lunghi silenzi. Uno show imprevedibile e inimitabile , durante il quale, invita il pubblico a spegnere la tv per cinque minuti, a votare contro il nucleare e la caccia. Il primo invito a spegnere il televisore verrà seguito da ben 8 milioni di telespettatori, i seguenti contro caccia e nucleare creeranno invece, un vespaio di polemiche. In una puntata dello show, infatti, Celentano durante un suo monologo, alla vigilia di un referendum, protestò contro la caccia, suggerendo agli elettori di scrivere sulle schede dei referendum la frase: La caccia è contro l’ amore. Accogliere l’ appello del cantante comportava l’ annullamento delle schede, come in effetti avvenne in numerosi casi. Nel proseguo della trasmissione, dietro insistenza dei vertici Rai, che avevano intuito i problemi che sarebbero derivati da tali affermazioni, Celentano si scusò, affermando di ignorare che una scritta sulla scheda avrebbe comportato l’ annullamento della stessa. Il monologo sollevò comunque numerose proteste. L’ art. 294 del codice penale stabilisce che chiunque con violenza, minaccia o inganno impedisce tutto o in parte l’ esercizio di un diritto politico, ovvero determina taluno a esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà, è punito con la reclusione da uno a cinque anni. In un primo tempo i dirigenti Rai formularono tre ipotesi sul destino di Celentano: cacciarlo senza fargli pagare penali miliardarie; eliminare la diretta preregistrando tutto il programma; costringerlo a cantare e ballare e niente più. Alla fine si decide di proseguire in diretta, con Celentano multato di 200 milioni di lire. Inoltre i suoi monologhi, devono basarsi su testi scritti che la Rai possa controllare. Non mancano naturalmente le proteste delle associazioni dei cacciatori e dei pellicciai. L’ “Arcicaccia” e la “Federcaccia” sostengono che la caccia è prevista dalla Costituzione italiana e rientra nelle attività della Comunità economica europea che emana direttive in proposito. Un’ edizione tutta incentrata sull’immagine spesso contrastante dell’istrionico personaggio. Alla passione ecologista e anticaccia, seguono sui giornali sequenze di foto in pelliccia. Al disgusto verso la pubblicità
”come uomo di spettacolo considero una violazione culturale quelle continue interruzioni degli spot”
Seguono la partecipazione alle remuneratissime sponsorizzazioni del detersivo “Dash” e del caffè “Splendid”. I prodotti della “Procter & Gamble” sponsor di “Fantastico” grazie a Celentano vendono di più. Il caffè addirittura, ottiene un incremento vendite del 60%.
Tra ascolti in media di 11/12 milioni e numerose polemiche, si conclude una pagina di tv, destinata ad entrare negli annali. La serata finale, in onda il 6 gennaio, cade nel giorno del cinquantesimo compleanno di Celentano, dando quindi vita ad un doppio festeggiamento.
Ecco la sigla di apertura ballata dalla Parisi e a seguire il famoso appello contro la caccia.













